Terapia dell’obesità: il farmaco da solo non basta
L’arrivo dei farmaci GLP-1RA per l’obesità, come semaglutide e tirzepatide, rappresenta una delle più importanti rivoluzioni nella terapia dell’obesità degli ultimi decenni.
Questi farmaci consentono perdite di peso fino al 15-20% del peso corporeo, migliorando il controllo del diabete, riducendo il rischio cardiovascolare e favorendo il miglioramento di numerose complicanze dell’obesità.
Ma esiste un messaggio importante che spesso passa inosservato.
Secondo il Consensus Statement pubblicato a luglio 2026 suThe Lancet Diabetes & Endocrinology, elaborato congiuntamente dalla European Association for the Study of Obesity (EASO), dalla European Federation of the Associations of Dietitians (EFAD) e dalla European Coalition for People Living with Obesity (ECPO), il successo della terapia non dipende esclusivamente dal farmaco, ma dall’integrazione tra:
- terapia farmacologica;
- alimentazione corretta;
- esercizio fisico;
- supporto psicologico;
- monitoraggio nutrizionale.
Perché semaglutide e tirzepatide fanno dimagrire?
I farmaci incretinici agiscono su diversi meccanismi:
- aumentano il senso di sazietà;
- riducono la fame;
- rallentano lo svuotamento gastrico;
- diminuiscono l’introito calorico spontaneo;
- riducono il cosiddetto food noise, cioè il continuo pensiero rivolto al cibo.
È proprio questa drastica riduzione dell’appetito che rende necessario prestare maggiore attenzione alla qualità dell’alimentazione.
La dieta durante la terapia con GLP-1 RA diventa ancora più importante
Molti pazienti riferiscono:
- mangiare molto meno;
- saltare i pasti;
- bere poco;
- non riuscire a terminare un pasto.
Se da una parte questo facilita il dimagrimento, dall’altra può aumentare il rischio di:
- perdita di massa muscolare;
- carenze di vitamine;
- deficit di ferro;
- ridotta assunzione di proteine;
- stanchezza e perdita di forza.
Per questo motivo il documento sottolinea che la qualità della dieta è ancora più importante quando l’appetito diminuisce.
Quante proteine assumere con semaglutide e tirzepatide?
Una delle principali raccomandazioni riguarda il corretto apporto proteico.
Durante il dimagrimento gli esperti suggeriscono un apporto di circa: 1-1,5 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo corretto al giorno, con almeno 60 grammi quotidiani, salvo condizioni particolari come alcune nefropatie.
Le migliori fonti proteiche sono:
- pesce;
- uova;
- carne magra;
- yogurt greco;
- legumi;
- latticini magri;
- soia.
Quando necessario, il medico o il dietista possono valutare l’utilizzo di integratori proteici.
Come evitare la perdita di massa muscolare
Una domanda frequente è:
“Con questi farmaci si perde anche muscolo?”
La risposta è sì, ma non necessariamente in modo preoccupante.
Durante il dimagrimento una parte della perdita riguarda inevitabilmente la massa magra.
Il problema diventa rilevante soprattutto:
- negli anziani;
- nei soggetti fragili;
- nei pazienti con sarcopenia;
- in chi perde peso molto rapidamente.
Per limitare questo rischio la Consensus raccomanda sempre:
✅ adeguato apporto proteico
✅ esercizi di forza
✅ monitoraggio della funzione muscolare
L’attività fisica è parte integrante della terapia dell’obesità
L’errore più comune è pensare che il farmaco sostituisca l’attività fisica.
In realtà l’esercizio rappresenta il principale strumento per:
- mantenere la massa muscolare;
- migliorare la forza;
- proteggere le ossa;
- aumentare il metabolismo;
- ridurre il recupero del peso.
Gli esperti consigliano di associare esercizio aerobico e allenamento contro resistenza, iniziando in modo graduale e personalizzato.
Gli effetti collaterali si possono prevenire
Nausea, vomito e stipsi sono gli effetti indesiderati più frequenti.
Nella maggior parte dei casi possono essere ridotti con semplici accorgimenti:
- piccoli pasti frequenti;
- bere circa 2 litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione medica);
- aumentare gradualmente le fibre;
- evitare pasti molto grassi;
- aumentare lentamente il dosaggio del farmaco.
Anche la psicologia conta
Una delle novità più interessanti del documento riguarda gli aspetti psicologici.
Molti pazienti raccontano di:
- pensare meno al cibo;
- sentirsi finalmente liberi dalla fame continua;
- modificare completamente il rapporto con l’alimentazione.
Altri, invece, possono vivere difficoltà legate ai cambiamenti della propria immagine corporea o alla perdita del cibo come risposta allo stress.
Per questo motivo il supporto psicologico può rappresentare un elemento importante del percorso terapeutico.
Il ruolo dell’endocrinologo nella terapia con GLP-1
Le nuove terapie farmacologiche rappresentano uno straordinario progresso nella cura dell’obesità.
Tuttavia il loro massimo beneficio si ottiene solo attraverso un percorso multidisciplinare che comprenda:
- valutazione endocrinologica;
- piano nutrizionale personalizzato;
- attività fisica adeguata;
- monitoraggio clinico periodico;
- educazione terapeutica.
L’obiettivo non è semplicemente perdere peso, ma perdere prevalentemente massa grassa, preservando muscoli, salute metabolica e qualità della vita.
Ogni paziente ha caratteristiche diverse e il successo della terapia dipende da una valutazione specialistica completa. Un percorso personalizzato consente di massimizzare i benefici del trattamento, prevenire gli effetti indesiderati e mantenere i risultati nel lungo periodo.
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